MENU

La Toscana in Bocca. VIII Edizione

Si apre giovedì 24 aprile, alla Cattedrale ex Breda di Pistoia, l’ottava edizione de “La Toscana in Bocca”, la manifestazione enogastronomica che celebra la cucina toscana attraverso un ricco programma di eventi, degustazioni e incontri con i protagonisti del settore. Organizzata da Confcommercio Pistoia e Prato e dal Consorzio Turistico Città di Pistoia, con il contributo e il patrocinio della Regione Toscana, insieme ai contributi di Vetrina Toscana, Unioncamere Toscana e Camera di Commercio di Pistoia e Prato, e con il patrocinio del Comune di Pistoia e della Provincia di Pistoia, l’iniziativa si svolgerà fino a domenica 27 aprile, con ingresso gratuito e orario continuato dalle 12:00 alle 24:00.​

Cartiere Carrara è partner della manifestazione, con la presenza dei prodotti a marchio Tuscany e BulkySoft, a supporto di un’esperienza all’insegna della qualità e dell’eccellenza.

La giornata inaugurale prenderà il via alle 18:00 con il taglio del nastro alla presenza delle autorità locali, degli organizzatori e dei ristoratori partecipanti. A seguire, alle 21:30, il palco ospiterà il concerto live dell’Orkestraccia Light, che darà ufficialmente il via alla manifestazione.​

I visitatori potranno così iniziare a degustare oltre 60 piatti preparati da alcuni tra i migliori ristoratori delle province di Pistoia e Prato, che proporranno ricette della tradizione toscana accanto a creazioni contemporanee. Il pubblico potrà assaporare una ricca selezione di proposte, tra cui la pizza fritta con peposo e pecorino, un’autentica esplosione di sapori che unisce la croccantezza dello street food all’intensità della cucina montana pistoiese;  la ribollita, servita in tre diverse varianti per reinterpretare con originalità uno dei simboli della cucina toscana contadina; i tortelli ripieni di burrata e mortadella di Prato, un connubio cremoso e saporito che valorizza i prodotti del territorio; i pici all’amatriciana di cinta senese, dove il formato rustico della pasta si lega con un sugo sapido e deciso. Grande spazio anche alle contaminazioni: il panino con pulled pork alla toscana e cipolla caramellata e gli arancini alla carbonara con guanciale croccante rappresentano esempi perfetti di come la cucina regionale possa aprirsi con creatività a suggestioni internazionali, mantenendo però solide radici locali.

Chi predilige i sapori freschi potrà optare per il ceviche di pesce bianco toscano con emulsione di lime e peperoncino, piatto leggero e profumato che guarda al mondo con spirito contemporaneo. Per il momento dolce, imperdibili la pesca di Prato, soffice e ripiena di crema, vero simbolo della pasticceria cittadina, e la cheesecake al pecorino con confettura di fichi e crumble di noci, che offre un elegante equilibrio tra dolcezza e sapidità. A chiudere il percorso gastronomico, il gelato al vinsanto con cantucci sbriciolati, un omaggio poetico alla tradizione dolciaria toscana.

Per la prima volta, l’evento introduce un sistema cashless: i visitatori potranno acquistare apposite card ricaricabili alle casse per degustare le varie proposte gastronomiche.​

I ristoratori protagonisti

Cuore pulsante della manifestazione sono i ristoratori, veri ambasciatori del gusto toscano. La loro partecipazione non solo garantisce un’offerta culinaria di alta qualità, ma rappresenta anche un’occasione per valorizzare il lavoro quotidiano di chi mantiene viva la tradizione gastronomica regionale, contribuendo allo sviluppo economico e turistico del territorio.​

Per tutte le informazioni sull’evento:

La Toscana in bocca 

www.facebook.com/toscanainbocca

Condividi su:

Polycyclic Plantations

In the area of Badia Pozzeveri, not far from our production hub in Capannori, we set up a series of continuous cycle plantations where trees and shrubs with different growth and cutting patterns coexist. They are constantly replanted after cutting, or grow back autonomously from shoots, thus guaranteeing constant natural coverage over time. From the eco-environmental standpoint, polycycle plantations requalify a flat area that used to have only residual agricultural value, improving the local habitat, regulating the absorption of rainwater, and conserving carbon stock in the soil. 

Natural polycyclic plantations are usually composed of an alternation of: 

  • Medium–long-cycle plants, cut at 15–40-year intervals from planting (hazelnut, cherry, oak, maple, ash, linden) for wood used as structural timber or for manufactured products.
  • Short-cycle plants, cut at 8–14-year intervals from planting (in particular poplar) for the production of paper or packaging.
  • Very short-cycle plants, cut at 6–7-year intervals from planting (e.g. plane) and used as firewood.
  • Shrubs that are not cut, and contribute to maintaining soil coverage.

 

This varied composition ensures that the different species are cut at different times, allowing any intervention to have a modest impact on the landscape and on the habitats created. Furthermore, the limited agricultural practices required by this management approach allow for preservation of the carbon stock in the soil, and avoid further aggravating global warming due to the massive repetition of tree cutting and replanting.

This type of planning and management of the woods – which includes the permanence of at least 30-40% of the trees after each cutting cycle – allows us to pair different productive species (namely those providing firewood, structural or construction timber, and wood for the production of cellulose) with the logic of permanent topsoil coverage and biodiversity protection.

The wood management method created by polycyclic plantations entails multiple benefits: productive, visual, bio-ecological benefits in terms of habitats for animal species (protecting local biodiversity), regulation of rainwater, and conservation of carbon stock in soil. All thanks to the limited cutting practices (and the permanence of a large part of the woods), which however supply local production chains, including those dedicated to poplar wood and to cellulose production for paper manufacturing.

Piantagioni policicliche

Nell’area di Badia Pozzeveri, non lontano dal polo produttivo di Capannori, è stata avviata la realizzazione di una serie di piantagioni a ciclo continuo, in cui convivono alberi e arbusti con tempi di crescita e diversi – continuamente ripiantati dopo il taglio, o caratterizzati da una ricrescita autonoma tramite polloni –, in modo che sia garantita una copertura naturale costante nel tempo. Dal punto di vista eco-ambientale, le policicliche vanno a riqualificare un’area pianeggiante in precedenza caratterizzata da residuali valenze agricole, apportando benefici all’habitat locale, alla regolazione delle acque piovane e alla conservazione degli stock di carbonio nel suolo.

Le piantagioni policicliche di tipo naturalistico sono di norma composte da un’alternanza di:

– piante a ciclo medio-lungo con taglio a intervalli di 15-40 anni dall’impianto (noci, ciliegi, querce, aceri, frassini, tigli), il cui legno viene impiegato come legno strutturale o per manufatti;
– piante a ciclo breve con taglio a intervalli di 8-14 anni dall’impianto (in particolare pioppi), impiegati per la produzione di carta o di imballaggi;
– piante a ciclo brevissimo, con taglio a 6-7 anni dall’impianto (es. platani), impiegate come legna da ardere;
– arbusti, che non vengono tagliati e che contribuiscono a mantenere la copertura del suolo.

La composizione variegata determina un prelievo delle diverse specie in periodi distinti, consentendo un modesto impatto degli interventi di taglio sia sul paesaggio che sugli habitat creati. Inoltre, le limitate pratiche agricole richieste da questa gestione permettono una conservazione dello stock di carbonio nel suolo, evitando un aggravio del riscaldamento climatico dovuto al ripetersi massivo degli interventi di prelievo degli alberi e successiva messa a dimora.

Questo tipo di progettazione e di gestione del bosco – che prevede la permanenza di almeno il 30-40% degli alberi dopo ogni ciclo di taglio – permette di accoppiare valenze produttive differenti (quali il prelievo di legname da ardere, con funzione strutturale o costruttiva e per la produzione di cellulosa) con logiche di copertura permanente del soprassuolo e di tutela della biodiversità.

La modalità di gestione di bosco creato dalle piantagioni policicliche porta molteplici benefici di tipo produttivo, visivo, bio-ecologico e di habitat per specie animali (a tutela della biodiversità locale), di regolazione delle acque piovane, di conservazione dello stock di carbonio nel suolo. Il tutto proprio grazie alle limitate pratiche di taglio (alla permanenza di una parte importante del bosco) che tuttavia sono in grado di alimentare filiere produttive locali, tra cui quella del pioppo e della produzione cellulosa per la fabbricazione di carta.

Kilometroverde® - Lucca.

L’iniziativa nasce in collaborazione con Rete Clima e si tratta di un intervento di forestazione lineare di circa un chilometro, lungo il tratto sud dell’autostrada A11 compreso fra Lucca e Capannori, adiacente agli stabilimenti aziendali. Qui è stata realizzata una piantagione arborea e arbustiva su terreni prima spogli e ricostituito un bosco tipico toscano al posto di un’esistente area boschiva di neoformazione e di limitato valore forestale ed ecosistemico. L’area è stata ripopolata con specie arboree e arbustive autoctone, dando vita a un tipico bosco dell’area toscana, la cui diffusione si è molto ridotta negli ultimi decenni a causa dell’espansione agricola e industriale. La tipologia di foresta lineare rappresenta una strategia innovativa per la zona, destinata ad avere una funzione protettiva e di mitigazione degli impatti ambientali locali. Il kilometroverde Lucca nel tempo assumerà infatti una triplice funzione: quella di barriera di separazione fisica e visiva tra territorio e autostrada, quella di fascia boschiva (un vero e proprio polmone verde) in grado di catturare gli inquinanti particellari prodotti dal traffico veicolare (le ben note PM) e quella di strumento concreto per la realizzazione di una strategia di sviluppo della continuità naturalistica rispetto ai tratti di bosco già esistenti. L’impatto positivo di questo intervento non si limita al territorio: come tutte le iniziative di nuova forestazione, kilometroverde Lucca permetterà di incrementare l’assorbimento complessivo di CO2 contribuendo così a mitigare gli effetti del riscaldamento climatico globale.
La messa a dimora del nuovo tratto boschivo è avvenuta nel 2020 a cura di dipendenti e collaboratori dell’azienda che ne continuano la cura e la manutenzione.

Kilometroverde Lucca sarà certificato secondo lo standard PEFC relativo alla Gestione Forestale Sostenibile.

Il gruppo Cartiere Carrara celebra i 150 anni di storia
Con l’acquisizione del gruppo Caldaroni nasce il Gruppo Cartiere Carrara, che apre la strada a una nuova crescita e a traguardi futuri.
Le attività della famiglia Carrara vengono riunite sotto l’egida di Cartiere Carrara S.p.A., unificando così le loro risorse e consolidando la propria posizione nel settore.
Il ramo “Mario Carrara” della famiglia decide di riprendere le attività precedentemente escluse dalla cessione del 2002 partendo da Cartiera Carma da sempre di esclusiva proprietà. Con un nuovo slancio, rientra nel mercato professionale e consumer del tissue.
Il cambio di millennio porta nuove opportunità. Cartoinvest viene ceduta alla multinazionale SCA.
Cartoinvest diventa il licenziatario esclusivo per l’Europa del marchio Kleenex, confermando così il proprio ruolo di leader nel mercato europeo del tissue.
Nasce il Gruppo Cartoinvest, che assume il controllo di ben dodici società sia in Italia che in Europa, consolidando ulteriormente la loro presenza e influenza nel settore.
Nello storico stabilimento di Pietrabuona viene avviata la prima Macchina Continua per la carta tissue, introducendo importanti innovazioni tecnologiche nel processo di produzione.

La famiglia Carrara fa il proprio ingresso imprenditoriale nel settore della produzione di carta avviando una cartiera a Pietrabuona per la produzione di carta da paglia.