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“La Carta che Pianta Alberi… va a Scuola”: conclusa l’edizione 2026

“La Carta che Pianta Alberi… va a Scuola”: si conclude l’edizione 2026 con oltre 400 studenti coinvolti

Si è conclusa con grande partecipazione l’edizione 2026 del progetto educativo “La Carta che Pianta Alberi… va a Scuola”, promosso da Cartiere Carrara in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana. Le giornate conclusive, mercoledì 25 e giovedì 26 marzo, hanno visto protagonisti oltre 400 studenti provenienti da tutta la Toscana. Per la prima volta, è stato necessario articolare le attività in azienda su due giorni, a conferma del crescente interesse verso il progetto.

Durante le visite negli stabilimenti di Cartiere Carrara, i ragazzi hanno potuto osservare da vicino il processo produttivo della carta tissue, dalla bobina madre fino alle fasi di converting e confezionamento. Un’esperienza concreta che ha permesso di comprendere il valore della filiera cartaria, il ruolo dell’innovazione tecnologica e l’impegno verso la sostenibilità.

Tra le attività delle giornate, la messa a dimora di nuovi alberi al Kilometroverde Lucca – “Bosco de La Carta che Pianta Alberi”, un’area precedentemente in stato di abbandono e oggi recuperata grazie a un progetto di riforestazione avviato nel 2020, che ha già portato alla messa a dimora di circa 1.200 specie autoctone per ricreare un tipico bosco toscano. Qui gli studenti hanno contribuito alla realizzazione di una Tiny Forest, una micro-foresta capace di aumentare rapidamente la biodiversità, migliorare la qualità dell’aria e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.

Nell’ambito del progetto, rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado, si sono svolti anche alcuni incontri didattici in classe, per raccontare ai ragazzi come nascono prodotti di uso quotidiano come fazzoletti, veline e asciugatutto, approfondendo al tempo stesso sostenibilità ambientale, valore del lavoro e ruolo della tecnologia.

Durante le attività sono stati affrontati anche temi come il consumo consapevole, il corretto riciclo e la tracciabilità della filiera, per aiutare gli studenti a comprendere l’impatto dei gesti quotidiani.

Tra le novità di questa edizione, sono stati realizzati due strumenti divulgativi sviluppati insieme a Compagnia delle Foreste, casa editrice specializzata in progettazione, comunicazione e divulgazione scientifica nel settore forestale e ambientale: un video e un fumetto dal titolo “Dal fazzoletto all’albero”, un racconto a ritroso che accompagna gli studenti dalla carta all’origine naturale della materia prima.

“Contribuire a preparare i più giovani alle sfide di domani significa introdurli ai temi della sostenibilità in modo concreto, aiutandoli ad approfondirli e offrendo loro occasioni per entrare in contatto con il mondo produttivo, scoprendone da vicino dinamiche, competenze e innovazione, e dando allo stesso tempo la possibilità di mettersi in gioco attraverso gesti semplici ma significativi, come piantare un albero – ha dichiarato Mario Carrara, Vice Presidente di Cartiere Carrara -. L’interesse, le domande e la partecipazione che abbiamo visto in questi giorni confermano il valore di questo progetto, che unisce formazione, territorio e responsabilità.”

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno ambientale di Cartiere Carrara, che attraverso i propri progetti di forestazione ha già contribuito alla messa a dimora di oltre 15.000 alberi, con obiettivi ambiziosi al 2030.

Alla luce dell’ottimo riscontro ottenuto, l’azienda conferma la volontà di proseguire e rafforzare il progetto educativo, contribuendo alla formazione delle nuove generazioni sui temi della sostenibilità.

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Polycyclic Plantations

In the area of Badia Pozzeveri, not far from our production hub in Capannori, we set up a series of continuous cycle plantations where trees and shrubs with different growth and cutting patterns coexist. They are constantly replanted after cutting, or grow back autonomously from shoots, thus guaranteeing constant natural coverage over time. From the eco-environmental standpoint, polycycle plantations requalify a flat area that used to have only residual agricultural value, improving the local habitat, regulating the absorption of rainwater, and conserving carbon stock in the soil. 

Natural polycyclic plantations are usually composed of an alternation of: 

  • Medium–long-cycle plants, cut at 15–40-year intervals from planting (hazelnut, cherry, oak, maple, ash, linden) for wood used as structural timber or for manufactured products.
  • Short-cycle plants, cut at 8–14-year intervals from planting (in particular poplar) for the production of paper or packaging.
  • Very short-cycle plants, cut at 6–7-year intervals from planting (e.g. plane) and used as firewood.
  • Shrubs that are not cut, and contribute to maintaining soil coverage.

 

This varied composition ensures that the different species are cut at different times, allowing any intervention to have a modest impact on the landscape and on the habitats created. Furthermore, the limited agricultural practices required by this management approach allow for preservation of the carbon stock in the soil, and avoid further aggravating global warming due to the massive repetition of tree cutting and replanting.

This type of planning and management of the woods – which includes the permanence of at least 30-40% of the trees after each cutting cycle – allows us to pair different productive species (namely those providing firewood, structural or construction timber, and wood for the production of cellulose) with the logic of permanent topsoil coverage and biodiversity protection.

The wood management method created by polycyclic plantations entails multiple benefits: productive, visual, bio-ecological benefits in terms of habitats for animal species (protecting local biodiversity), regulation of rainwater, and conservation of carbon stock in soil. All thanks to the limited cutting practices (and the permanence of a large part of the woods), which however supply local production chains, including those dedicated to poplar wood and to cellulose production for paper manufacturing.

Piantagioni policicliche

Nell’area di Badia Pozzeveri, non lontano dal polo produttivo di Capannori, è stata avviata la realizzazione di una serie di piantagioni a ciclo continuo, in cui convivono alberi e arbusti con tempi di crescita e diversi – continuamente ripiantati dopo il taglio, o caratterizzati da una ricrescita autonoma tramite polloni –, in modo che sia garantita una copertura naturale costante nel tempo. Dal punto di vista eco-ambientale, le policicliche vanno a riqualificare un’area pianeggiante in precedenza caratterizzata da residuali valenze agricole, apportando benefici all’habitat locale, alla regolazione delle acque piovane e alla conservazione degli stock di carbonio nel suolo.

Le piantagioni policicliche di tipo naturalistico sono di norma composte da un’alternanza di:

– piante a ciclo medio-lungo con taglio a intervalli di 15-40 anni dall’impianto (noci, ciliegi, querce, aceri, frassini, tigli), il cui legno viene impiegato come legno strutturale o per manufatti;
– piante a ciclo breve con taglio a intervalli di 8-14 anni dall’impianto (in particolare pioppi), impiegati per la produzione di carta o di imballaggi;
– piante a ciclo brevissimo, con taglio a 6-7 anni dall’impianto (es. platani), impiegate come legna da ardere;
– arbusti, che non vengono tagliati e che contribuiscono a mantenere la copertura del suolo.

La composizione variegata determina un prelievo delle diverse specie in periodi distinti, consentendo un modesto impatto degli interventi di taglio sia sul paesaggio che sugli habitat creati. Inoltre, le limitate pratiche agricole richieste da questa gestione permettono una conservazione dello stock di carbonio nel suolo, evitando un aggravio del riscaldamento climatico dovuto al ripetersi massivo degli interventi di prelievo degli alberi e successiva messa a dimora.

Questo tipo di progettazione e di gestione del bosco – che prevede la permanenza di almeno il 30-40% degli alberi dopo ogni ciclo di taglio – permette di accoppiare valenze produttive differenti (quali il prelievo di legname da ardere, con funzione strutturale o costruttiva e per la produzione di cellulosa) con logiche di copertura permanente del soprassuolo e di tutela della biodiversità.

La modalità di gestione di bosco creato dalle piantagioni policicliche porta molteplici benefici di tipo produttivo, visivo, bio-ecologico e di habitat per specie animali (a tutela della biodiversità locale), di regolazione delle acque piovane, di conservazione dello stock di carbonio nel suolo. Il tutto proprio grazie alle limitate pratiche di taglio (alla permanenza di una parte importante del bosco) che tuttavia sono in grado di alimentare filiere produttive locali, tra cui quella del pioppo e della produzione cellulosa per la fabbricazione di carta.

Kilometroverde® - Lucca.

L’iniziativa nasce in collaborazione con Rete Clima e si tratta di un intervento di forestazione lineare di circa un chilometro, lungo il tratto sud dell’autostrada A11 compreso fra Lucca e Capannori, adiacente agli stabilimenti aziendali. Qui è stata realizzata una piantagione arborea e arbustiva su terreni prima spogli e ricostituito un bosco tipico toscano al posto di un’esistente area boschiva di neoformazione e di limitato valore forestale ed ecosistemico. L’area è stata ripopolata con specie arboree e arbustive autoctone, dando vita a un tipico bosco dell’area toscana, la cui diffusione si è molto ridotta negli ultimi decenni a causa dell’espansione agricola e industriale. La tipologia di foresta lineare rappresenta una strategia innovativa per la zona, destinata ad avere una funzione protettiva e di mitigazione degli impatti ambientali locali. Il kilometroverde Lucca nel tempo assumerà infatti una triplice funzione: quella di barriera di separazione fisica e visiva tra territorio e autostrada, quella di fascia boschiva (un vero e proprio polmone verde) in grado di catturare gli inquinanti particellari prodotti dal traffico veicolare (le ben note PM) e quella di strumento concreto per la realizzazione di una strategia di sviluppo della continuità naturalistica rispetto ai tratti di bosco già esistenti. L’impatto positivo di questo intervento non si limita al territorio: come tutte le iniziative di nuova forestazione, kilometroverde Lucca permetterà di incrementare l’assorbimento complessivo di CO2 contribuendo così a mitigare gli effetti del riscaldamento climatico globale.
La messa a dimora del nuovo tratto boschivo è avvenuta nel 2020 a cura di dipendenti e collaboratori dell’azienda che ne continuano la cura e la manutenzione.

Kilometroverde Lucca sarà certificato secondo lo standard PEFC relativo alla Gestione Forestale Sostenibile.

Il gruppo Cartiere Carrara celebra i 150 anni di storia
Con l’acquisizione del gruppo Caldaroni nasce il Gruppo Cartiere Carrara, che apre la strada a una nuova crescita e a traguardi futuri.
Le attività della famiglia Carrara vengono riunite sotto l’egida di Cartiere Carrara S.p.A., unificando così le loro risorse e consolidando la propria posizione nel settore.
Il ramo “Mario Carrara” della famiglia decide di riprendere le attività precedentemente escluse dalla cessione del 2002 partendo da Cartiera Carma da sempre di esclusiva proprietà. Con un nuovo slancio, rientra nel mercato professionale e consumer del tissue.
Il cambio di millennio porta nuove opportunità. Cartoinvest viene ceduta alla multinazionale SCA.
Cartoinvest diventa il licenziatario esclusivo per l’Europa del marchio Kleenex, confermando così il proprio ruolo di leader nel mercato europeo del tissue.
Nasce il Gruppo Cartoinvest, che assume il controllo di ben dodici società sia in Italia che in Europa, consolidando ulteriormente la loro presenza e influenza nel settore.
Nello storico stabilimento di Pietrabuona viene avviata la prima Macchina Continua per la carta tissue, introducendo importanti innovazioni tecnologiche nel processo di produzione.

La famiglia Carrara fa il proprio ingresso imprenditoriale nel settore della produzione di carta avviando una cartiera a Pietrabuona per la produzione di carta da paglia.